Antonella, il 28 Novembre 2017, mentre stava per uscire di casa con il fratello e la mamma, si è fermata ed è tornata indietro nella sua stanza; uscendo è passata veloce e a testa bassa davanti al papà che attendeva sulla porta, senza salutare. Aveva preso il cellulare, che non avrebbe dovuto portare a scuola.
Arrivata nei pressi della scuola è scesa dalla macchina salutando come sempre la mamma, una pacca sulla spalla al fratello, e si è incamminata verso le scale. Ma, presumibilmente, non le ha salite. Ha cambiato direzione e si è diretta verso un palazzo vicino. Si è intrufolata nel portone, ed è salita al piano più alto.
Antonella ha passato le sue ultime due ore scrivendo con il cellulare lettere di addio ai genitori e al fratello, e cercando poi di contattare e avere aiuto da qualche amica, purtroppo senza successo.
Alle 10 circa Antonella si è uccisa.
Antonella non aveva mai dato mostra non solo di essere sull’orlo del suicidio, ma neanche di essere minimamente triste. Nessuno, tra genitori, amici e parenti, avrebbe mai sospettato quel che si agitava nella sua anima. Per qualche motivo che non conosceremo mai aveva deciso che doveva combattere da sola, e che agli altri non doveva mostrare nulla se non il suo lato felice. Mai nient’altro.
Noi vorremmo che un altra tragedia del genere non si ripeta. Vorremmo andare dove ci è possibile per dire ai ragazzi che stanno male di parlare, di non vergognarsi, di non sentirsi strani o difettosi. Vorremmo portare a loro il suo messaggio, scritto meno di 48 ore prima della sua morte, e dire che non sono soli: possono cercare aiuto e troveranno che incredibilmente quel che provano non è così incomprensibile come credono.
Vorremmo stimolare la discussione su una tematica che ad Antonella era molto cara, ossia l’integrazione del “diverso”, l’amore incondizionato verso il prossimo al di là delle diversità, l’interesse anzi per chi è, o sembra, più debole. Vorremmo che arrivi a quante più persone possibile il suo invito a fare un passo verso chi è più “sfigato”, a scavare sotto i pregiudizi per conoscere realmente chi ci sta vicino.
Vorremmo infine che Antonella non sia dimenticata, e che la sua morte assurda trovi un minimo di senso diventando di aiuto per chi soffre come lei.