Anto Paninabella non è un’associazione di supporto immediato: non gestiamo richieste di aiuto in emergenza, se hai bisogno di parlare puoi provare a contattare le associazioni che suggeriamo nella pagina dedicata. Non sono previsti inoltre gruppi di auto aiuto, ma possiamo fare da collegamento verso istituzioni, professionisti e centri specializzati.

L’ azione della associazione è fondata su tre pilastri fondamentali, che hanno origine dagli scritti di Antonella e dalla esperienza sua e della sua famiglia. Ne diamo di seguito una descrizione essenziale, con un esempio non esaustivo di attività dedicata a ciascun ambito.

Di tutti questi argomenti il papà e la mamma di Antonella parlano in occasione degli incontri con genitori, ragazzi, docenti ed educatori, usando le parole di Anto.

“Andate contro i pregiudizi”

Il primo è la lotta al pregiudizio, alla esclusione, alla indifferenza. Per promuovere la riflessione sulla importanza di prendersi cura degli altri, di andare oltre le apparenze e avvicinarsi a chi ci sta accanto con interesse ed amore, l’associazione indice un concorso scolastico regionale sul tema. Il suo scopo è essere semplicemente un pretesto per riflettere. Prima ancora di parlare di bullismo, parliamo di rispetto reciproco, di attenzione ed impegno nello scoprire la bellezza e la ricchezza della diversità.

“Non siete i soli a soffrire”

Il secondo è la lotta contro la vergogna del proprio dolore interiore. Prendersi cura di se stessi vuol dire accettare che questo dolore può esistere e parlarne, avere il coraggio di fare la cosa forse più difficile: mostrarsi deboli e chiedere aiuto. Non siete soli a soffrire, non siete strani o difettosi, il dolore e la tristezza si possono affrontare, innanzitutto parlando e dialogando. La promozione della consapevolezza delle proprie emozioni e del proprio valore è un tema portante della nostra azione, nel quale rientrano ad esempio la creazione della applicazione GrowUP, la mostra fotografica sul tema “Dialoghi”, gli interventi scolastici coordinati da psicologi, il libro “C’è sempre una chiave”.

“Forse pensano che il dolore sia contagioso”

Il terzo è la sensibilizzazione di docenti e genitori sulle tematiche relative alla depressione giovanile e al disagio in generale. Troppo spesso gli educatori hanno paura di affrontare il tema, radicando così nei ragazzi la convinzione che sia un tabù del quale non si possa parlare, impedendo o ritardando così un intervento che potrebbe addirittura salvare una vita. L’associazione organizza annualmente un convegno dedicato al tema, con la partecipazione di importati nomi della psicologia e psichiatria infantile, indirizzato a genitori, docenti ed educatori.

Parliamone!

Se come noi sei convinto che nascondere la testa sotto la sabbia sia inutile, se vuoi parlarne, vuoi dare il tuo contributo all’associazione, o vuoi che veniamo nella tua comunità scolastica, parrocchiale o sportiva per portare la nostra esperienza (ovviamente gratuitamente), scrivici a

associazione.anto@paninabella.org

Parliamo anche di “bullismo”? Si, ma non direttamente, la nostra posizione la spieghiamo in questa pagina.

Il Consiglio Direttivo