La nostra è una società che tende ad omologarci secondo determinati “standard”: dal colore al taglio dei capelli, dalle griffe di abbigliamento e accessori ai modelli di comportamento, dalle cose da fare ai luoghi da frequentare. Tutti requisiti NECESSARI affinché ci si senta parte di un mondo anche NOSTRO. Un modello di vita e un “modus operandi” da seguire per sentirsi al passo con i tempi ed accettati da tutti coloro che consideriamo il nostro pubblico, la nostra platea. Ci comportiamo come manichini in una vetrina dalla quale poter gridare “anch’io sono felice perché anch’io sono come voi”. Questo darci un tono e questo sentirci appagati perché in linea con i modelli imposti è un atteggiamento radicato nel nostro mondo già da tempo. Naturalmente gli adolescenti sono la fascia di società più colpita da questa omologazione in quanto sono in bilico tra l’esigenza di emancipazione dai limiti imposti dai loro genitori e la ricerca di un’identità propria. Sono coloro che devono definire la loro strada, il loro futuro e la loro vita, e nel valutare le innumerevoli opzioni del mondo adulto spesso scelgono quelle che appaiono loro come “vincenti”. Si attaccano a delle figure oggi conosciute anche sotto il nome di “influencer”, che, seppur banali o discutibili, vengono prese a modello perché “ piacciono”, perché sono famose e acclamate da tutti. Il 31 Ottobre, in occasione della festa di Halloween, nei siti Internet circolava la notizia delle sei sosia di Heidi Klum, celebre modella, attrice e giudice di America’s Got Talent. Parliamo di giovani donne che ricorrono addirittura alla chirurgia estetica per “ricordare” grandi volti delle Tv internazionali, individui ossessionati dall’idea di ottenere l’approvazione dell’altro, disposti a tutto pur di conformarsi a quell’immagine di bellezza percepita come indispensabile per esistere. E’ difficile che un adolescente riesca ad essere autonomo dai modelli pubblicizzati, perché il diverso risulta l’opzione scorretta, l’opzione che non raccoglie consenso e porta inevitabilmente alla solitudine.

Luca Chiapparelli

#iosonocomeilmare

Dramateach Company


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